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N. 2 / 2022

Prima-foto
È tempo di arance! Il secondo prodotto per stagionalità a cui Ortofrutta Italia dedica la campagna di promozione e comunicazione istituzionale a sostegno dei consumi della frutta e della verdura Made in Italy, con il patrocinio del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Fino alla fine di marzo, a seconda dell'assortimento varietale del momento, migliaia di punti vendita saranno coinvolti in questa forma di comunicazione rivolta ai consumatori, con lo scopo di richiamare la loro attenzione su stagionalità, territorialità e gusto delle arance di qualità, evidenziandone soprattutto gli aspetti salutari, dall'alto contenuto di vitamina C, antiossidanti, sali minerali e fibre.
E quella dell’arancia rappresenta per la filiera ortofrutticola lucana, una delle produzioni di punta che nel 2020 ha raggiunto oltre i 750.000 quintali su una superficie di 3800 ettari (fonte Alsia). Per questa produzione, come per le altre, che rappresentano il fiore all’occhiello dell’ortofrutta lucana, la Direzione Generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali ha inteso lanciare, proprio in questi giorni, la campagna di comunicazione “Compra lucano! Il piacere di mangiare sano”, il cui obiettivo è promuovere il consumo dei prodotti lucani a km zero. “Baciate dal sole” è lo slogan scelto per le arance lucane che “gustose e salutari, trasmettono il calore e l’energia della nostra terra”.
arance

Opportunità in rete

opportunità in rete
Contributi a fondo perduto fino al 70% per gli agricoltori che realizzano nuovi oliveti.
Contributi a fondo perduto a favore degli agricoltori che realizzano nuovi impianti olivicoli; può essere richiesto anche per praticare l’ammodernamento di quelli già esistenti.
Via alle domande di indennità per il fermo pesca 2021.
Modalità di accesso ai ristori per i lavoratori delle imprese di pesca interessati da misure di arresto temporaneo obbligatorio o di fermo pesca non obbligatorio.

Letture dal campo

letture dal campo
Stop alla plastica monouso: dal 14 gennaio in Italia sono banditi oggetti non compostabili e non biodegradabili.
Entra in vigore il decreto legislativo 196/2021 che impone un cambio di passo per quanto riguarda la plastica monouso. Addio a posate, piatti, bicchieri, cannucce, tazze per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi, e tutti quegli oggetti in plastica di uso comune anche e soprattutto nel confezionamento del cibo i cui residui pesano sull’ambiente. Secondo Legambiente l’84% dei rifiuti trovati sulle nostre spiagge sono di plastica che – secondo quanto stimato da Greenpeace, sta mettendo a rischio il mondo animale (circa 700 le specie animali vittime dell’inquinamento da plastica che, scambiata per cibo, ne provoca la morte). Obiettivo del decreto è “prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare l’ambiente acquatico, e sulla salute umana” e contemporaneamente spingere verso un’economia circolare, modelli imprenditoriali e comportamenti virtuosi. In ultimo il decreto vuole “promuovere l’utilizzo di plastica riciclata idonea al diretto contatto alimentare nelle bottiglie per bevande”. Si punta a produrre entro il 2026 “una riduzione quantificabile del consumo dei prodotti di plastica monouso”. Inoltre, si vieta l’immissione sul mercato dei prodotti di plastica monouso e di quelli di plastica oxo-degradabile. Dunque non la vendita al consumatore finale o al dettagliante, ma la prima immissione sul mercato, questo per consentire di terminare le scorte nei magazzini, “a condizione che possa esserne dimostrata l’immissione sul mercato in data antecedente alla effettiva decorrenza dell’obbligo”. (Fonte: gamberorosso.it)
Cinquanta milioni di euro a sostegno della filiera suinicola.
Cinquanta milioni di euro per tutelare gli allevamenti suinicoli dal rischio di contaminazione dal virus responsabile della peste suina africana e risarcire gli operatori della filiera danneggiati dal blocco alla movimentazione degli animali e delle esportazioni di prodotti trasformati.
È stato approvato, in Consiglio dei Ministri, il Decreto legge Sostegni Ter che istituisce, tra le altre misure, due fondi denominati, rispettivamente, "Fondo di parte capitale per gli interventi strutturali e funzionali in materia di biosicurezza" con una dotazione di 15 milioni di euro per l'anno 2022 e destinato al rafforzamento degli interventi strutturali e funzionali in materia di biosicurezza, e "Fondo di parte corrente per il sostegno della filiera suinicola", con una dotazione di 35 milioni di euro per l'anno 2022 e destinato ad indennizzare gli operatori della filiera danneggiati.
Il MiPAAF stabilirà le modalità di quantificazione dei contributi a ristoro dei danni subiti dalle aziende, che dovranno comunque rientrare nei limiti stabiliti dalla UE per gli aiuti di Stato, e la ripartizione dei fondi per la biosicurezza tra le Regioni con successivi Decreti approvati d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Le misure approvate costituiscono aiuti concreti agli allevamenti e sono il segno della vicinanza del Governo alle aziende della filiera suinicola e dell'indotto ad essa collegata, per contenere i danni che possono derivare dal blocco alla movimentazione degli animali e delle esportazioni di prodotti trasformati. (Fonte: Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali).

Storie e territorio

castagne
Castagne, son buone anche le bucce.
La castagna è stata, da sempre, una risorsa alimentare importante, ma c'è una parte del frutto che, da sempre, viene buttato via: la buccia. Un recente articolo scientifico realizzato da ricercatori spagnoli e portoghesi e pubblicato sulla rivista Food Reserach International, ha invece fatto il punto su tutte quelle che sono le sostanze presenti nelle bucce delle castagne. La buccia delle castagne è fatta prevalentemente di carboidrati, per noi indigeribili, ma comunque utilizzabili a livello industriale. Oltre alla parte dei carboidrati ci sono poi altre sostanze che possono avere un interesse nutrizionale, sia come macronutrienti, sia come micronutrienti. Amminoacidi essenziali come leucina, isoleucina, lisina, fenilalanina, la triosina, la treonina, l'arginina e la valina e la metionina. Tra i micronutrienti invece sono state trovate la vitamina E, lo zinco, il ferro e il manganese. Le sostanze bioattive, quelle cioè che possono avere effetti benefici sul nostro organismo con azioni antiossidanti, antiinfiammatorie o antisettiche. Le tecniche per estrarre le varie sostanze presenti nelle bucce vanno da quelle tradizionali come l'estrazione in acqua, o in alcol, o in altri solventi, a quelle più particolari, come l'estrazione in fluidi supercritici, l'estrazione con ultrasuoni o microonde. Ma quali sono poi i possibili usi di queste sostanze? Dalla produzione di alcol, a partire dalla fermentazione dei carboidrati, alla realizzazione di prodotti da usare come integratori alimentari, per uso farmaceutico o anche come conservanti naturali per gli alimenti. A livello farmaceutico, l'attività di molte delle sostanze bioattive può essere usata come antinfiammatori e antisettici, antiparassitari e coadiuvanti di antibiotici. Una vasta gamma di potenzialità è quindi racchiusa in un prodotto che fino ad oggi è stato per lo più trattato come uno scarto di produzione, ma che potrebbe essere valorizzato in moltissimi modi. (fonte: https://agronotizie.imagelinenetwork.com/)

Il valore della terra

grano
Costi delle semine alle stelle per i rincari dei fertilizzanti.
Nel settore alimentare il caro-energia non risparmia le attività di semina, che per il grano sono già cominciate in autunno mentre per altre colture partiranno all’inizio della primavera. Si registra infatti l’aumento del prezzo dei semi, il caro-carburante per i trattori e la fiammata del prezzo dei fertilizzanti. Coltivare il grano in Italia quest’anno costerà 400 euro in più all’ettaro, dal seme fino alla trebbiatura. Il grano è la prima coltura ad essere stata seminata, per questo è servita da cartina di tornasole per il calcolo dei costi. Ma gli aumenti riguarderanno tutte le coltivazioni.
Agroalimentare, III trimestre 2021, buona la performance.
Si conferma buona la performance economica nel III trimestre 2021, con un aumento del PIL nei confronti sia del trimestre precedente (+2,6%) sia del medesimo periodo dell’anno precedente (+3,9%), dovuto alla ripresa del settore dei servizi e dell’industria. Ciò è legato alla domanda estera e a quella interna con la crescita dei consumi finali nazionali (+2,2%, di cui lo 0,9% per beni durevoli) e degli investimenti fissi lordi (+1,6%). È quanto emerge dalla fotografia scattata nel terzo trimestre del 2021 da CREAgritrend. Rispetto allo stesso periodo del 2020, fra luglio e settembre 2021, si è verificato un aumento sia dell’indice della pro­duzione che di quello del fatturato. Le esportazioni agroalimentari nel III trimestre 2021 hanno superato i 12,5 miliardi di euro e, rispetto allo stesso periodo del 2020, crescono del +11,7%. I prodotti maggiormente esportati sono stati vini e gli altri alcolici, carni preparate, prodotti dolciari e i lattiero-caseari. Sul fronte delle importazioni si segnala la ripresa del comparto ittico (+16%), fortemente colpito dalla pandemia nel 2020. (Fonte https://www.crea.gov.it)

Eventi in agenda

eventi in AGENDA
Giornata del mais 2022: il mais italiano è pronto ad affrontare il cambiamento climatico? mercoledì 2 febbraio 2022, ore 9,30.
Per approfondimenti crea.gov.it/web//giornata-del-mais-2022
Affrontare i mercati internazionali. Evento Cia con Agenzia ICE, mercoledì 2 febbraio, ore 10,30.
Per approfondimenti affrontare-i-mercati-internazionali-evento-cia-con-agenzia-ice
Quali sono gli strumenti per una viticoltura resiliente ai cambiamenti climatici? giovedì 3 febbraio, ore 11,00.
Per approfondimenti gotowebinar.com/viticoltura_cambiamenti_climatici
L’impatto dell’aumento dei costi delle materie prime sulle aziende del vino e sui mercati, lunedì 7 febbraio, ore 11,00.
Per approfondimenti takethedate/aumento-dei-costi-delle-materie-prime_aziende-del-vino_mercati
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