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N. 1 / 2022

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2022 anno internazionale della pesca artigianale e dell’acquacoltura.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2022 anno internazionale della pesca artigianale e dell’acquacoltura (International Year of Artisanal Fisheries and Aquaculture, IYAFA), affidando alla FAO il coordinamento delle attività. IYAFA 2022 aspira a richiamare l’attenzione sul ruolo chiave delle realtà produttive di piccola scala nel garantire la food security: fornire cibo sano e nutriente per le popolazioni del pianeta e preservare gli ecosistemi acquatici. Obiettivo questo cui continuerà a mirare nel 2022 anche la Regione Basilicata che con il Fondo Pesca (FEAMP- Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca) gestito dalla Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e grazie all’azione del FLAG Coast To Coast ha garantito una costante attività di animazione e sostegno al territorio, finanziando diversi progetti volti a far crescere la filiera ittica lucana, dai numeri, oggi, ancora contenuti. La pesca praticata in Basilicata è una “piccola pesca costiera”, artigianale, una pesca improntata a principi di sostenibilità ambientale e quindi nel pieno rispetto del mare e del ricco patrimonio di biodiversità che le nostre acque custodiscono. Tra gli ultimi progetti messi in campo, il progetto Sentinelle Blu, nato con l’obiettivo di aumentare la sensibilità ambientale degli operatori della pesca e finalizzato ad un impatto di interesse collettivo, mira a formare un corpo ausiliario speciale di operatori della pesca, le cui funzioni a supporto delle attività marittime garantiscano la tutela degli ambiti costieri, la salvaguardia delle popolazioni marine e la conservazione della biodiversità, unitamente alla sicurezza e alla vigilanza in mare. Il 2022 vedrà inoltre l’attuazione di un nuovo progetto che prevede la diversificazione delle attività di pesca con l’obiettivo di garantire un reddito costante per gli stessi pescatori, permettendo loro di ampliare le proprie attività, integrando la pesca-turismo e l’itti-turismo. E nel mentre si continua a lavorare per la nuova programmazione PO FEAMPA 2021-2027 che vedrà protagonista l’acquacoltura sostenibile, un nuovo bando di prossima emanazione regionale interesserà la trasformazione dei prodotti ittici e di acquacoltura.
Maria G. Padula – Responsabile FEAMP Basilicata

Opportunità in rete

opportunità in rete
Bando Sottomisura 6.1 - Aiuto all'avviamento di imprese per i giovani agricoltori. PSR Basilicata 2014-2020.
Prorogata al 18 febbraio 2022 la scadenza dell’avviso che prevede il riconoscimento di un aiuto forfettario per il primo insediamento dei giovani agricoltori e l'adeguamento strutturale delle loro aziende.
Bando Sottomisura 6.4.2 - Sostegno alla costituzione e sviluppo di agriturismi e fattorie multifunzionali. PSR Basilicata 2014-2020.
Prorogata al 28 febbraio 2022 la scadenza dell’avviso volto a favorire lo sviluppo e il riequilibrio del territorio agricolo e agevolare la permanenza degli imprenditori nel territorio rurale con il sostegno ad investimenti per la creazione e lo sviluppo di aziende agrituristiche e fattorie multifunzionali.
Premio regionale Olivarum per i migliori oli extra vergine di oliva, XVIII edizione – annata 2021/2022. E’ ancora aperta l’iscrizione al concorso per l’assegnazione del “Premio regionale Olivarum per i migliori oli extra vergine di oliva di Basilicata, XVIII edizione – annata 2021/2022”, organizzato dalla Direzione generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata con la collaborazione dell’Agenzia lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura (Alsia). Gli oli vincitori saranno presentati al Salone Internazionale dell'Agroalimentare di Qualità - SOL&AGRIFOOD che si terrà a Verona dal 10 al 13 aprile 2022, nello Stand della Regione Basilicata. Le domande dovranno pervenire entro le ore 12 del 31 gennaio 2022.
Presentazione delle domande per la richiesta di carburante agricolo agevolato.
Legge di bilancio 2022: raddoppiate le risorse rispetto allo scorso anno. Sono tre i settori prioritari a cui il governo ha deciso di destinare gran parte dei circa due miliardi di euro previsti per l'agricoltura con la Legge di bilancio 2022: la gestione del rischio, con circa 940 milioni di euro fino al 2027; gli incentivi fiscali e contributivi con circa 380 milioni e il sostegno e lo sviluppo delle filiere con circa 300 milioni. Per un dettaglio delle misure vai all’approfondimento.

Letture dal campo

letture dal campo
Il Piano Strategico Nazionale della nuova PAC presentato alla UE.
Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha presentato il Piano Strategico Nazionale per l'attuazione e il coordinamento dei programmi della PAC 2023-2027 alla Commissione Europea, che mette in campo una strategia unitaria, avvalendosi dei diversi strumenti a disposizione, a partire dai pagamenti diretti e dalle organizzazioni comuni di mercato, allo sviluppo rurale e al PNRR. Obiettivi del PSN sono il potenziamento della competitività del sistema in ottica sostenibile, il rafforzamento della resilienza e della vitalità dei territori rurali, la promozione del lavoro agricolo e forestale di qualità e la sicurezza sui posti di lavoro, il sostegno alla capacità di attivare scambi di conoscenza, ricerca e innovazioni e l'ottimizzazione del sistema di governance. Gli investimenti previsti permetteranno di contribuire a raggiungere nel 2027 una maggiore sicurezza e qualità alimentare a lungo termine, un maggiore livello di competitività delle aziende, una più efficiente valorizzazione delle risorse naturali, un riequilibrio del valore lungo le filiere agroalimentari, una minore emissione di gas serra, la salvaguardia della biodiversità, nuova occupazione per i giovani e per le aree marginali. Negli approfondimenti le azioni e le risorse previste dal Piano.
Un futuro complesso, ma con risorse mai viste: il Ministro Patuanelli fa il punto sulle sfide dell’agricoltura italiana nel 2022.
Agricoltura 4.0, Pnrr, Fondo complementare, nuova Pac, Legge di Bilancio, difesa delle nostre eccellenze in Ue: il futuro del settore primario si compone oggi di molteplici sfide da portare a termine. Un futuro complesso che potrà contare su risorse mai viste prima, ottenute sia in ambito europeo, sia nelle programmazioni nazionali. Dal Piano Nazionale Transizione 4.0, che ha aperto al settore primario il mondo dell’innovazione tecnologica e digitale, passando per i contratti di filiera e la valorizzazione del comparto ittico e forestale. Dal fondo complementare al Pnrr al duro negoziato a Bruxelles per definire la nuova Pac. Dalla Legge di Bilancio che stanzia risorse doppie e triple rispetto agli scorsi anni, alle battaglie contro il Nutriscore e in difesa delle Dop e Igp, fino alle nuove normative sulle pratiche sleali. Il filo rosso che tiene insieme questa molteplicità di iniziative politiche è sempre lo stesso: la difesa e al tempo stesso la diffusione dei principi della dieta mediterranea, da oltre dieci anni riconosciuta quale Patrimonio culturale immateriale dell’umanità e la conservazione della distintività delle nostre produzioni con il potenziamento dei contratti di filiera, con circa 1,2 miliardi di euro. In ambito di Pnrr, la logistica agroalimentare beneficerà di 800 milioni; l’agri-solare di 1,5 miliardi; la meccanizzazione di mezzo miliardo; gli interventi irrigui di 880 milioni. E con le altre progettualità, alcune condivise con il MiTE, si arriverà a triplicare le risorse prima destinate all’agricoltura, passando da 2,5 a 7,9 miliardi.
1/3 degli europei mangia zero porzioni di frutta e verdura al giorno.
Nel 2019, 1 persona su 3 (33%) nell'Unione europea ha riferito di non consumare frutta o verdura neppure una volta al giorno, e solo il 12 % della popolazione consuma le 5 porzioni raccomandate o più al giorno. L’Italia è un po’ al di sotto di questo dato: le 5 porzioni giornaliere vengono consumate da poco più del 10% della popolazione. In media, oltre la metà della popolazione dell'UE, il 55 %, ha dichiarato di mangiare tra 1 e 4 porzioni di frutta e verdura al giorno. Lo afferma la ricerca “EUROSTAT Daily consumption of fruit and vegetables in the UE, 2019” che rimanda dati preoccupanti circa il consumo degli alimenti più salubri e consigliati per la nostra dieta. Tra gli Stati membri dell'UE, l'assunzione giornaliera più elevata è stata registrata in Irlanda (33% della popolazione), nei Paesi Bassi (30%), in Danimarca (23%) e in Francia (20%). La dose giornaliera più bassa è stata riscontrata in Romania, dove solo il 2% della popolazione ha mangiato almeno 5 porzioni di prodotti ortofrutticoli, seguita da Bulgaria e Slovenia (entrambi 5%) e Austria (6%). I dati fotografano anche differenze di genere. L'assunzione giornaliera di frutta e verdura da parte delle donne, è superiore a quella degli uomini: in media, il 58% delle donne ha riferito di mangiare da 1 a 4 porzioni rispetto al 51% per gli uomini. (Fonte: foodandtec.com)

Storie e territorio

trattore
Agricoltori 4.0 a bordo del trattore videogioco.
Sembra di stare in un videogioco quando si guida il super trattore intelligente a controllo satellitare che, con appena 2,5 centimetri di errore, è in grado di “parlare” con una seminatrice di precisione e con le macchine per la distribuzione di concimi e antiparassitari a dose variabile; tutto questo a seconda del terreno da trattare mappato da droni e dal rilevamento digitale dello stato delle colture e delle geometrie del terreno. Si chiama SimAgri, il simulatore fisico-virtuale, fiore all'occhiello delle macchine agricole messe a disposizione dal Crea nella sua azienda di 35 ettari a Treviglio nel bergamasco. Qui il Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari ha realizzato un hub di dimostrazione che, insieme a quello di Monterotondo in provincia di Roma, costituiscono il punto di riferimento informativo e dimostrativo dell'agricoltura 4.0 per produttori, associazioni e strutture di formazione pubbliche e private. Il problema, infatti, come spiega all'ANSA il direttore del Centro, Paolo Menesatti, non è la disponibilità di tecnologie 4.0 sul mercato, quanto la difficoltà a poterle provare in campo. Una strategia che ben traduce uno dei punti cardini del Piano Strategico Nazionale del ministero delle Politiche agricole (Mipaaf), che punta a divulgare le nuove tecnologie favorendo una maggiore integrazione tra consulenza, formazione, informazione e gruppi operativi per l'innovazione. (Fonte ANSA)
Exporium, la piattaforma dedicata ai piccoli produttori per la vendita all’estero.
Secondo il XX report ICE-Prometeia nel 2017 solo il 25% delle imprese italiane del settore agroalimentare era presente in maniera sistematica sui mercati esteri, causa frammentazione del mercato e mancanza di logiche e strategie di filiera. Per permettere anche a piccoli e medi produttori in tutta Europa di far conoscere i propri prodotti ad acquirenti di altri Paesi nasce Exporium, la piattaforma B2B che aiuta i piccoli e medi produttori europei a esportare le proprie eccellenze agroalimentari in mercati stranieri ricreando online le dinamiche tipiche dei mercati agroalimentari fisici. Exporium ha creato il luogo in cui i protagonisti della filiera produttiva e distributiva possono avere la possibilità di conoscersi, fare trattative e negoziare come se fossero in presenza, eliminando però le barriere linguistiche e culturali, facilitando dunque la finalizzazione di vendite anche con i mercati esteri. Durante una qualsiasi trattativa commerciale internazionale sono tre i problemi che generalmente si presentano: il primo riguarda la difficoltà di costruire una relazione di fiducia tra due commercianti che non si sono mai visti prima, il secondo è la paura di non sapere dove vanno a finire i propri soldi mentre il terzo è rappresentato dalla diversità di lingua e cultura. Exporium nasce per risolvere tutte queste preoccupazioni e per permettere a piccoli contadini di negoziare senza problemi con acquirenti tedeschi, belgi o inglesi. La piattaforma infatti si basa su una tecnologia innovativa che rende virtuali le trattative del mercato agroalimentare fisico, dove le persone espongono i propri prodotti e cercano di farli conoscere a più persone possibile. In un’ottica di sicurezza, l’identità di ogni società presente su Exporium viene precedentemente accertata e verificata. La gestione dei pagamenti è affidata a Mangopay, soluzione dedicata ai marketplace e regolamentata dalla Bce che, prima di completare una transazione, trattiene il denaro mentre vengono espletate le fasi di verifica del prodotto. (Fonte agrigiornale.net)

Il valore della terra

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Il Prosecco guida l'export in Ue e batte lo Champagne.
Il Prosecco è lo spumante più esportato al mondo. Il primato si riferisce all’annata 2020 e decreta anche un sorpasso con lo storico rivale del settore, lo Champagne. Con 205 milioni di litri (41%) il Prosecco nel 2020 è al primo posto tra le principali categorie di spumante esportate dagli Stati membri dell'Ue verso Paesi al di fuori dell'Unione europea. Al secondo posto lo Champagne (13%, 66 milioni di litri) e Cava (12%, 58 milioni di litri). Lo rileva Eurostat. L'analisi dell'ufficio statistico dell'Unione europea registra che nel 2020, le esportazioni di spumanti dell'Ue verso i Paesi extra Unione sono state pari a 494 milioni di litri, in diminuzione rispetto ai 528 milioni di litri esportati nel 2019. Si tratta - commentano i ricercatori - del primo calo delle esportazioni di spumanti extra-Ue in un decennio ( -6% rispetto al 2019), dove la pandemia- sottolineano gli analisti- ha notevolmente smorzato la crescita del commercio di vino poiché molti bar e ristoranti sono stati chiusi. Negli anni precedenti le esportazioni erano aumentate a un tasso medio dell'8% annuo, con il maggior incremento registrato nel 2014 (+11% rispetto al 2013). Eurostat segnala che gli Stati membri hanno importato 9,3 milioni di litri di spumante da Paesi extra Ue, che corrispondono al 2% della quantità esportata. Ma sono in generale le bollicine italiane a crescere perché l'Asti e il Franciacorta ormai sfidano alla pari lo Champagne francese, tanto che sul mercato transalpino si registra una crescita record delle vendite del 16%. Fuori dai confini nazionali i consumatori più appassionati sono gli americani che scavalcano gli inglesi con un aumento del 44% in quantità, mentre oltremanica si "fermano" a una crescita del 12%. E lo spumante italiano piace molto in Russia (+52%), come anche in Cina (+29%) e Giappone (+18%). Tanto successo ma anche tante imitazioni per le bollicine italiane, fenomeno dilagante in tutti i continenti, a partire dall'Europa. E a tal proposito si attende la decisione finale della Commissione Europea sulla domanda di registrazione della menzione tradizionale Prosek, il vino croato che nel nome richiama proprio la star degli spumanti tricolori. (Fonti: ANSA e italiaatavola.net)

Eventi in agenda

eventi in AGENDA
Raccogliere i benefici della scienza per la sostenibilità nelle produzioni zootecniche. Convegno organizzato d’intesa con Accademia Nazionale di Agricoltura e Accademia dei Georgofili, e la collaborazione di ASPA, SIA, FIDAF, ENEA. Martedì 25 e Mercoledì 26 gennaio, Roma presso Palazzo Corsini in via della Lungara 10.
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